Analisi ciclica (Parte3)

- Intraday - altri studi

I cicli nell'operatività Intraday

La natura frattale dei movimenti ciclici permette di estendere l'analisi anche ai time frames molto piccoli.

Nei numerosi siti di consulenza operativa, spesso a pagamento, troviamo un fiorire di analisi su time frames tipici dell'operatività intraday e studi particolareggiati su cicli inferiori.
Tale operatività è apprezzata da molti operatori per la breve durata e per l'uso di strumenti a leva (derivati in primis).

In un contesto intraday parlare di ciclo T (tracy) è già un periodo lungo. Si cercano, così, indicatori di T-1 (4gg circa), T-2 (2gg circa) e di T-3 (giornaliero intorno alle 13 ore). Ovviamente tutto dipende dagli orari di borsa aperta dei futures. Nel contratto future Dax, ad esempio, le negoziazioni giornaliere durano ben 14 ore (dalle ore 8.00 alle ore 10.00) mentre nel FTSE MIB future solo 8ore e 30 minuti .

Di conseguenza, utilizzando come base grafici a 3/5 minuti e il "15 minuti" come time frame superiore, avremo settaggi completamente diversi per operare su un future Dax/D.J.Eurostoxx50 anzichè sul Ffib Italiano.

Pur tuttavia cercheremo di dare un'idea (parziale) dei cicli intraday proponendo un grafico a 15' del FTSE SPMIB come esempio:

Riproduciamo alcuni indicatori di ciclo breve utilizzando il William's %R (oscillatore 0 -100) considerando che ogni barra è di 15 minuti:

Ciclo T-2 2gg circa = 64/68 barre da 15'
Ciclo T-1 4gg circa = 136/140 barre da 15'
Ciclo T 8gg circa = 272/280 barre da 15'
Ciclo T+1 16gg circa = 544/580 barre da 15'


Grafico FTSE MIB 25 Agosto - 6 Settembre 2010 Barre a 15'
Inseriamo nel chart indicatori di ciclo a 64 - 136 - 272 e 544 periodi (2 - 16gg. circa) utilizzando l'oscillatore William's%R e medie mobili a 140-280-560 e 1088 periodi ( 4-32 giorni circa) - Inoltre impieghiamo come "limit move" l'indicatore di volatilità % Bollinger, leggermente modificato per cogliere situazioni di eccesso.

Dall'analisi giornaliera sappiamo che l'indice domestico è prossimo ad un minimo di periodo da cui ripartire violentemente .Gli indicatori di ciclo, il 25 agosto ( barra delle ore 15.15), segnalano una sincronia forte (da -98.5 a -99.5) Anche l'indicatore di volatilità annuncia un eccesso. Il grafico continua a scendere per inerzia di altre 6 barre. Sta per ripartire un ciclo.
Notare come l'indicatore a 64 barre è molto più reattivo di quello a 136, 272 e 544. Ma la violenza della ripartenza non c'è (avrebbe dovuto subito schiacciare i 4 cicli contro il limite superiore).

Sono facilmente individuabili i cicli a 2 e 4 giorni. Deboli segnali di ingresso per l'investimento long, ma sufficienti per lo scalping.
Il giorno 31 agosto si ripropone la situazione del 25 agosto con i cicli sincronizzati al ribasso ( ma ad un livello diverso) e l'indicatore di volatilità %b in eccesso.

Probabilmente inizierà un nuovo ciclo da 4 giorni ma sarà il 5° giorno per il ciclo a 8, 16 e 32 giorni...


Infatti......

inizia un nuovo ciclo che spinge con violenza (come si attendeva) i cicli a 4 e 8 giorni sul limite superiore.

Il giorno 6 settembre anche i cicli più lunghi si portano su tale livello spingendo in misura violenta anche l'indicatore di volatilità.

Trascorrono altri 4 giorni (8 in totale) ed il ciclo non si è chiuso, ma anche quello ad 8 giorni si trova in alto. Deduciamo che la spinta è molto forte e che bisognerà guardare al ciclo T+1 di 16 gg circa (e il T+2 mensile) per valutare l'eventuale ritracciamento dell'indice.

A livello operativo le entrate potevano essere collocate col classico 1-2-3 di Ross, (indicate con la linea rossa) mentre la sincronia in alto dei cicli e soprattutto il livello abnorme dell'indicatore di volatilità %bollinger suggerivano una possibile presa di beneficio per il 50% dell'investimento.

Limiti degli indicatori di ciclo Intraday

Come più volte affermato, gli oscillatori funzionano egregiamente quando il mercato "oscilla ordinatamente" o quando il settaggio permette di individuare e confrontare importanti swings su livelli inferiori alle pareti di oscillazione. Così utilizziamo a piene mani l'indicatore dei minimi trimestrali, visto in precedenza, in quanto i minimi importanti si fermano su livelli inferiori al minimo. Ad es. nel marzo del 2009 l'indicatore in questione ha segnato la punta minima a -84 e tutti gli altri minimi successivi tra i -70 e -60. Teoricamente l'oscillatore può segnale situazioni fino ai -100.

E' corretto, dunque, informare che tali oscillatori sono utilizzabili per la fine di un ciclo e non per i massimi della sequenza e che i livelli di ipercomprato ed ipervenduto, cioè i valori intraday prossimi a 0-100 oppure +100 -100 sono facilmenti raggiungibili in pochissmo tempo. In un mercato fortemente ribassista, ad esempio, tutti gli indicatori di ciclo intraday rimarranno per molto tempo schiacciati in basso. Per capire la posizione ciclica del mercato occorrerà scorrere i time frames superiori e consultare i cicli a maggiore periodo.

INDICATORE DI VELOCITA' La conferma del cambiamento dell'indicatore del ciclo è dato dall'attraversamento delle velocità della linea dello zero. Tali indicatori sono molto utilizzati nell'analisi intraday:

[center]

Nell'immagine: La velocità dei cicli inferiori Tracy, T-1 e T-2

Trattandosi di velocità i picchi inferiori e superiori corrispondono ai punti massimi e minimi dei cicli rappresentati, mentre l'attraversamento della linea dello "0" l'inizio o la chiusura dei cicli stessi.

E' possibile seguire i movimenti ciclici dell'indice italiano attraverso svariati blog, grazie all'apporto disinteressato di numerosi appassionati.

Vi segnaliamo in particolare il blog di finanza.com "http://cicliegann.finanza.com/da cui è stata tratta l'immagine a fianco e "ipotesi cicliche" gestiti da persone competenti e disponibili.

Sperimentiamo altre possibilità.....

Solo pochi appassionati, professionisti a parte, possono permettersi postazioni informatiche e piattaforme operative complesse sempre on-line e con tutti gli studi disponibili... e soprattutto tantissimo tempo a disposizione. Molto più verosimile è la situazione in cui si ha accesso da un computer aziendale o di terzi (es. internet point) disponendo solo del collegamento alla piattaforma in linea del proprio broker.

Si fa di necessità virtù sperimentando altre soluzioni.

Ad esempio utilizzando la piattaforma on-line (web-based) di IWbank possiamo utilizzare al ns. scopo pochi indicatori. Tra questi troviamo la Pista ciclica che "Nomen Omen" (nel nome il proprio destino) può essere utilizzata per costruire una gerarchia ciclica semplificata e di immediata lettura.

Ad onor del vero la definizione di "Pista ciclica" è riservata alla differenza tra Chiusura e Media Mobile. Invece la piattaforma Iwbank col nome "Pista ciclica" propone la differenza tra due medie mobili. In questo caso si dovrebbe parlare di Price oscillator che è un indicatore di momentum talora identificato anche come "moving average oscillator", poiché costruito utilizzando due medie mobili, analogamente al MACD di G.Appel.

Superiamo le definizioni e concentriamoci sul meccanismo. L'indicatore in questione non è altro che una sintesi di due medie mobili.
Non tracciamo sul grafico due medie mobili per vedere come si muovono e quando si incrociano. Utilizziamo direttamente la loro differenza (la media lunga - la media breve) e riportiamo questo valore sul grafico.

Teoricamente il Buy signal si ha quando l'indicatore taglia dal basso verso l'alto la linea dello zero. (la media mobile a breve ha superato quella di lungo termine).
Il segnale di vendita si ha quando l'indicatore taglia dall'alto verso il basso la linea dello zero. (la media breve è stata superata da quella lunga e quindi il mercato sta flettendo nel breve periodo).

Il segnale d'allerta (importante per il trade di brevissimo) si ha quando il "price oscilator" raggiunge valori estremi ed inizia ad invertire.

Facciamo un esempio:



Indice Fib Dicembre 2010 - Barre da 15 minuti.

Inseriamo la P.ciclica (price oscillator) da 500 barre in verde (differenza tra 500 e 250) pari ad un tempo di 15/16 giorni borsa. L'oscillatore raggiunge il suo picco il 25 ottobre in coincidenza col massimo del Fib. Da quel momento l'oscillatore inverte il trend tagliando la linea dello "0" continuando la discesa fino all'inizio di Dicembre. Il Future, raggiunge il minimo il 30 Novembre dopo una discesa di oltre il 12%.

In azzurro inseriamo la P. ciclica da 250 barre, in rosso quella a 140 barre ed in bianco la 70 barre. Si applica la tecnica ciclica illustrata nell'articolo, cercando la gerarchia dei cicli e soprattutto la sincronia degli stessi (tutti nella stessa direzione).

Il movimento dell'oscillatore ha colto un importante swing che tradato con un prodotto a leva (future, option, Etf con leva ecc..) avrebbe consentito un notevole ritorno economico


Tradiamo il fib (long/short) con la pista ciclica a 5 minuti (tratto dal report periodico del 4/12/2010)


I movimenti direzionali dei future consentono veloci operazioni intraday.

Abbiamo già proposto in altri commenti una modalità semplice per gestire le operazioni sui future quando si hanno a disposizione gli scarsi strumenti delle piattaforme on line (web-based).

Utilizzando sempre l'approccio ciclico, abbiamo sperimentato l'uso della Pista ciclica, (price oscillator) ossia la differenza tra due medie mobili di diverso grado per tradare i derivati.

Nella fattispecie sul Fib utilizziamo alcune piste cicliche: in particolare quella (azzurro) con 260/130 barre da 5 minuti corrispondenti a 21.7 ore e la SMA 260 - 2 giorni circa (CICLO 4GG T-1) Per rappresentare un ciclo si utilizza la mediamobile pari alla sua metà.

Si entra long quando le piste cicliche invertono al rialzo,
attendendo che i prezzi superino la relativa SMA media-mobile semplice (vedi paragrafo successivo sulle mediemobili di ciclo)

Si inserisce lo stop loss più o meno largo e si gestisce l'uscita in modo "intelligente.
Conferma da William'sR (ultimo oscillatore).

Nel ns. caso abbiamo atteso il superamento della sma azzurra, inserito lo stop piuttosto largo ed uscito a fine del giorno successivo sul test della TL (rossa) che univa i max decrescenti.


Totale gain + 620 punti fib


Secondo esempio - short trade


1-Siamo alla chiusura di un secondo ciclo T-1 (chiude un T tracy di 7-8gg)


2- Attendiamo che la pista ciclica in giallo 32/65 5.4 ore inizi la discesa (indicativa di un ciclo brevissimo)


3- La pista ciclica superiore azzurra 260/130 e' già al ribasso


4- I prezzi attraversano in discesa la SMA 260


5- Entriamo short in due step 20670 e 20495


6- Il trailing stop ci fa uscire in automatico a 20300


Totale gain + 565 punti fib


Tradiamo i cicli T-1 con l'aiuto delle medie mobili di ciclo - Entrate classiche


L'operatività intraday più seguita dai cultori dell'analisi ciclica è sicuramente quella basata su un ciclo parecchio affidabile come il T-1 (3-5gg)

Nel grafico in basso abbiamo riportato il ciclo mensile del FTSE-MIB suddiviso in 7/8 cicli operativi T-1. Ogni 4-5 giorni si chiude un infrasettimanale. La ripartenza, soprattutto nella prima parte del ciclo mensile, si presta spesso ad una rapida operazione "long" gestita con lo strumento "future" . Nella seconda fase del ciclo mensile , invece, sarà molto produttivo attendere la rottura dell'origine del T-1 per prendere posizione short.


Per l'ingresso rialzista nel Trade utilizziamo un'entrata divenuta ormai classica per la sua popolarità ed efficacia: Il superamento delle sma - medie mobili di ciclo.
Le medie mobili semplici (sma) si prestano bene a rappresentare i rispettivi cicli. Il settaggio utilizzato è per convenzione la metà del ciclo che si vuole rappresentare.

Così, ad esempio, se vogliamo rappresentare un ciclo T+2 mensile
utilizzeremo una sma di 15 giorni.
Ovviamente il settaggio 15 va bene per un grafico daily, che si modifica a 136 per un grafico orario, 528 per un grafico a 15 minuti, 1600 per un grafico a 5 minuti.

Notare il comportamento dei prezzi in corrispondenza di tali medie mobili (cfr l'esempio sottostante)

i presentiamo un esempio di trade reale, realizzato sul Fib con l'utilizzo delle sma di ciclo ad inizio di un nuovo ciclo T-1 (tratto dal commento del 23 Aprile 2011)


Il minimo segnato Lunedì 18 Aprile è rilevabile dalla sincronia dei cicli minori sull'indicatore del Williams %R che approssima bene la chiusura degli stessi (ellissi gialli)
Non conoscendo la dinamica successiva attendiamo il rimbalzo.
Siamo disponibili a shortare al cedimento del minimo del 18 aprile inserendo uno stop-loss stretto per evitare le false rotture cacciatrici di stop (in letteratura note come lingua di Bayer)
Siamo disponibili al long con la seguente strategia: Due entrate a rottura della media mobile rappresentativa del ciclo t-1 (colore bianco) e del ciclo T (colore verde) - cfr riquadro in alto

La rottura della mediamobile T-1 (4gg) avviene il giorno seguente in gap rialzista (succede spesso) e visto anche la vicinanza della resistenza dinamica (linea fuxia tratteggiata) preferiamo rimandare l'entrata sulla rottura della media mobile rappresentativa del ciclo superiore T (8gg). - Nel dubbio è meglio astenersi.
Ciò avviene correttamente un paio d'ore dopo: 1° entrata a 21175 - Inseriamo stop largo e lasciamo in overnight.
Il giorno seguente la forza del movimento (siamo al 3° giorno di un T-1; di solito il più forte in un trend rialzista) ci spinge a ripetere l'entrata, stavolta più rischiosa, a rottura della media-mobile gialla (ciclo T+1)- Entrata automatica a 21410. Alziamo il trailing stop.
Poche ore e viene raggiunta anche la media-mobile azzurra del ciclo T+2- Alziamo ancora il trailing stop che ci chiude in automatico il trade a 21565. ( Gain = + 545 punti fib)

Un altro esempio: Un trade short - Entrate classiche


COMMENTO DIDATTICO - Tradiamo con le medie mobili di ciclo - Entrate classiche short
(tratto dal commento del 07 Maggio 2011)

Grafico a 15'- Un movimento da manuale: il fib, dopo una forte accelerazione e successiva perdita di momentum, si appresta ad imboccare il naturale ritracciamento.
Siamo in un ciclo T+1.
Attendiamo un movimento classico di tipo 1-2-3 di Ross per entrare short a rottura del punto 2 che coincide col cross della mediamobile rappresentativa del ciclo t+1 (color giallo).
Inseriamo lo short a 21840 con stop largo. Il movimento di discesa è forte e veloce ma non supera i 21545.
Siamo a fine giornata (non andiamo in overnight) ed il trailing stop ci ferma a 21600 .
Gain + 240 punti Fib. (ricordiamo di togliere lo stop-loss)

Ma il movimento ribassista non è finito: basta controllare l'indicatore Williams'r% che usiamo come indicatore di ciclo. Il ciclo giallo (T+1) non è in sincronia con i cicli T-1(bianca) e T(verde) già in posizione di minimo.

Abbiamo anche un altro strumento a disposizione: un calcolo di obiettivo onda 3(o C) fatto con le percentuali di Gann a cui abbiamo aggiunto un "livello target" ossia la rilevazione statistica di centinaia di trade sul fib dal 1998 ad oggi . Si tratta di aree dove di solito il "fib termina la sua corsa" - Il ns. obiettivo è 21320-21280.
Bisogna attendere il giorno successivo .


Il giorno successivo Inseriamo un ordine short 3 tick (15 punti) sotto il minimo di giornata precedente .


Entriamo short a 21530 inserendo lo stop loss a 21650.

L'indice raggiunge l'area target a 21315. Giusto il tempo di modificare il trailing stop che veniamo chiusi a 21350
(gain + 180 punti Fib)

Il Williams'r% giallo è in perfetta sincronia con il ciclo T-1 e T.

Quadra tutto salvo che siamo solo all'11° barra di un t+1 che di solito conteggia un minimo di 12 barre.
Infatti Venerdì 6 Maggio dopo un estenuante movimento laterale Il fib, con la lingua di Bayer (cfr. riquadro in basso),
ritocca il minimo di solo 15 punti (min 21300) per poi ripartire e chiudere a 21635 punti.

Peccato abbiamo mancato il reverse!

Attenti alla "Lingua di Bayer"


La peggior cosa che possa capitare ad un trader è quella di essere "stoppato" per pochi punti e vedere l'indice schizzare, un attimo dopo, nella direzione in cui aveva scommesso.
Non è tanto grave la perdita di pochi punti quanto la beffa psicologica.

Nell'immagine riportiamo il movimento dell'indice ftse-mib di Venerdì 6-Maggio 2011- dati 5' minuti. Prima di completare il ciclo corrente "i cacciatori di stop" effettuano un carotaggio per far scattare gli stop-loss e ripartire poi violentemente in senso inverso.

Per i seguaci di Elliott si tratta di (sotto) onda 5 che completa la sequenza.
Meglio conosciuta in letteratura come "lingua di Bayer"